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27 aprile 2006

In che senso sono un "moderato"?

La prima risposta ad "iPod di Virginia" mi invita ad esprimere più "in bianco e nero" le mie posizioni, anche in modo sgradevole se necessario.
Un'altra risposta apprezza la "combattività" dei miei scritti.
Come è normale, chi legge queste note ha idee e posizioni piuttosto differenti; poichè vorrei che tutti continuassero a farlo ho deciso di comportarmi da "moderato" (ed è questa la ragione per cui non ho commentato in campagna elettorale).
In che senso sono un "moderato" ?
Chi mi conosce bene sa che ho quasi sempre idee molto precise su molti argomenti (qualcuno dice troppi), e sa anche che le comunico in maniera netta nelle conversazioni. Questo blog serve anche per esporre alcune idee chiare nelle quali credo
Se per "moderato" s'intende una persona che si mette sempre nel ruolo del mediatore, del pontiere tra opposte visioni, di colui che cerca sempre il consenso, non mi ci riconosco.
Apprezzo invece un modo "moderato" di realizzare le cose, di dare corpo alle idee quando fare ciò coinvolge molte persone, alcune delle quali non condividono le medesime idee. Essere moderati significa per me dedicare tempo a spiegare - sotto diverse angolature - le ragioni di una decisione, senza peraltro metterne in discussione l'applicazione ed ottenere il rispetto di chi ha idee posizioni diverse; può significare concedere una compensazione a chi risulta penalizzato o tempo per riorganizzarsi a chi deve subire un cambiamento.


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