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14 dicembre 2008

A Bologna l'Alta Velocità è per i dormiglioni

Si è spento il grande tabellone con il conto alla rovescia. Bologna - Milano in 65 minuti: siamo nel futuro, si apre una nuova era. 
Sì, per i dormiglioni della nostra città.
Il primo Freccia Rossa del mattino parte da Bologna alle 8:24 ed arriva a Milano alle 9:29. Più o meno alla stessa ora si arriva a Roma da Bologna. In compenso il vecchio IC plus delle 6:44 arrivava a Milano alle 8:55, ora è stato ribattezzato ES city ed arriva alle 9:10.
Negli uffici il lavoro inizia di solito alle 9, quindi si dovrebbe arrivare a Milano Centrale verso le 8:30. Chi ha questa necessità utilizzerà l'auto oppure si rassegnerà ad essere "in trasferta". 
Invece l'Alta Velocità è evidentemente pensata per chi va a fare shopping, per gli studenti (ce n'è uno all'ora al pomeriggio) e per qualche professionista che va a Milano per una riunione di un paio d'ore. Tutti questi soggetti avranno grandi vantaggi dall'Alta Velocità, ma chi abita a Bologna e lavora a Milano, anche solo qualche giorno la settimana, non vedrà il beneficio. Salvo i dormiglioni e forse i patiti della cena alle 8 di sera, che così arriveranno in tempo dopo una giornata di lavoro.

Devo dare atto alle Ferrovie di avere in corso la realizzazione di una grande e importante infrastruttura, ma una piccola parte degli investimenti sostenuti, peraltro giganteschi , dovrebbe essere destinata al servizio, a partire dagli orari, alla completezza dei servizi a bordo, alla rispondenza dei servizi ai prezzi pagati, alle funzionalità del sito, alle procedure di rimborso etc.
Su questo punto, purtroppo, Trenitalia va ancora a Bassissima Velocità.
Buon riposo, cari bolognesi.

PS: scriverò a Trenitalia, certo, ma mi risponderanno prima di "avere preso in carico la mia richiesta" (e ci mancherebbe pure che un Customer Service cestinasse i messaggi) e poi che "per cause tecniche non è possibile fare organizzare diversamente l'orario, ma il suggerimento è stato sottoposto alla struttura dedicata" come se io credessi che l'orario si fa per giocarsi i numeri al lotto.

27 ottobre 2008

La crisi del denaro

- La crisi della finanza, intendi dire -
- No, temo proprio che il problema sia più complesso -
Quella in corso è per tutti la crisi della finanza, innescata da perversi speculatori, causata dall’assenza di regole o da troppe regole inadeguate, che impediscono al mercato di autoregolamentarsi. E’ la nemesi, la punizione di un mondo occidentale che ha abbandonato la produzione dei beni, la concretezza, per rifugiarsi in un nirvana di soldi facili e benessere per tutti. Ora è finita, torna la dura realtà, tornano i valori reali. 
C’è sempre verità nelle critiche ad un sistema in crisi, è ovvio. I sistemi non sono entità impersonali, dietro le colpe e gli errori ci sono sempre uomini: imperfetti, avidi, irresponsabili. Uomini, appunto. Dopo lo scoppio dell’ennesima bolla tutto tornerà alla normalità? Quale normalità? 
- Più risparmi e meno debiti, per le famiglie e per le imprese – 
- E la crescita ? Ci sarà una lunga recessione ed i tassi di crescita nei paesi occidentali saranno a lungo bassi – 
- La crescita sarà alimentata dai paesi in via di sviluppo - 
- Quindi trasferiremo la leadership mondiale ai paesi produttori, che non sono in Occidente – - No, no. Riprenderemo a produrre anche noi.... – 
- E come faremo ad essere competitivi? Imponendo dazi ? - 
- Se necessario, sì – 
Questi sono spezzoni di dialogo di questi giorni. A me rimane la sensazione che il problema sia più ampio. E’ da diverso tempo che ci ragiono e ne sono sempre più convinto. Degli errori, delle esagerazioni, delle “bolle” scrivono tutti in questi giorni. Ma nessuno si ferma a riflettere sulle cause profonde. 
A me pare che siamo giunti alla fine di un modello economico basato sulla crescita materiale >>>

01 gennaio 2008

Riforme? No, grazie

Insieme ai tanti buoni propositi di fine anno, che già tra dieci giorni saranno riposti nel cassetto come le decorazioni dell’albero di Natale, è arrivata puntuale l’invocazione delle riforme.
Anzi, della Riforma, della catarsi decisiva, della redenzione dell’Italia per via legislativa, della grande Legge che ci salverà dal declino, come la famosa pillolina blu.
Sui sistemi elettorali ormai ciascuno ha una propria opinione, come sulla formazione della Nazionale di calcio (a me per esempio piacerebbe un maggioritario puro con voto di preferenza, in un sistema mono-camerale); sul sistema fiscale e su quello previdenziale quasi tutti sanno cosa si dovrebbe fare, ma nessuno ha il coraggio di affrontare le inevitabili proteste; per la Giustizia, la Scuola e l’Università, la Ricerca, la Sanità, l’Agricoltura, lo Sport, l’Ambiente e tutto il resto le riforme sono periodicamente annunciate, discusse, avviate, abbandonate, riprese.
Ai nostri politici, al Governo attuale e a quello che verrà chiedo per il 2008 e almeno fino al 2014 una cosa semplice: - Niente riforme, per favore ! – >>>