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01 gennaio 2008

Riforme? No, grazie

Insieme ai tanti buoni propositi di fine anno, che già tra dieci giorni saranno riposti nel cassetto come le decorazioni dell’albero di Natale, è arrivata puntuale l’invocazione delle riforme.
Anzi, della Riforma, della catarsi decisiva, della redenzione dell’Italia per via legislativa, della grande Legge che ci salverà dal declino, come la famosa pillolina blu.
Sui sistemi elettorali ormai ciascuno ha una propria opinione, come sulla formazione della Nazionale di calcio (a me per esempio piacerebbe un maggioritario puro con voto di preferenza, in un sistema mono-camerale); sul sistema fiscale e su quello previdenziale quasi tutti sanno cosa si dovrebbe fare, ma nessuno ha il coraggio di affrontare le inevitabili proteste; per la Giustizia, la Scuola e l’Università, la Ricerca, la Sanità, l’Agricoltura, lo Sport, l’Ambiente e tutto il resto le riforme sono periodicamente annunciate, discusse, avviate, abbandonate, riprese.
Ai nostri politici, al Governo attuale e a quello che verrà chiedo per il 2008 e almeno fino al 2014 una cosa semplice: - Niente riforme, per favore ! – >>>

2 commenti:

andrea ha detto...

Caro Mario,
se i nostri politici finalmente smettessero di annunciare, discutere, avviare, abbandonare, riprendere le Riforme (in termini nautici "fare ammuina"), noi potremmo finalmente lasciarne a casa almeno la metà.

A quel punto un bel sistema monocamerale, con metà onorevoli, potrebbe progettare e realizzare un'Italia che cresce.

Ad inizio anno fa bene sperare...

enrico ha detto...

Si,è purtroppo evidente che annunciare riforme (appena meglio che fare riforme inutili) sia lo sport preferito dei politici italiani.
I motivi per cui ciò avviene ,giusto perchè non voglio banalizzare l'argomento,sono molteplici.

Sono convinto che in Italia cambierà qualcosa solo quando,Ahimè,saremo veramente costretti a farlo,nel frattempo ...buon anno a tutti!