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21 febbraio 2010

A jump into China - verso Guangzhou


Carichiamo le valigie sulla Volvo di Jimmy, che ha la targa di Hong Kong ed una seconda targa speciale riservata a chi è autorizzato a compiere operazioni cross-border tra Hong Kong e la regione di Guangdong. Per ottenerla non è sufficiente pagare una fee, occorre dimostrare di avere effettuato consistenti investimenti in Guangdong oppure di essere membro di una delle organizzazioni politiche che favoriscono l’integrazione tra le due regioni.

Uscendo dal centro aumentano le costruzioni fatiscenti, con evidenti necessità di ristrutturazione. Il giornale locale dedicava un articolo in prima pagina alle conseguenze di un grave crollo avvenuto qualche giorno fa: molte ditte di costruzioni cominciano a rifiutarsi d’intervenire su immobili a rischio. I prezzi degli immobili sono elevati ad Hong Kong, mediamente € 10.000 al mq e la domanda si mantiene alta. Non paiono esserci molti incentivi ad intervenire per ristrutturare.

Forse la progettata linea ferroviaria veloce Hong Kong – Guangzhou potrebbe cambiare le cose, consentendo a più persone di abitare ed avere sede nella vicina regione; non a caso alcuni gruppi si oppongono. Immobiliaristi forse?. - Anche loro – dice Jimmy – ma soprattutto abitanti di alcune frazioni attraversate dalla nuova linea, che aumentano il prezzo delle compensazioni richieste – Non succede solo in Italia evidentemente.

Ecco, arriviamo alla baia di Shenzen, un tratto di mare largo circa come lo stretto di Messina, attraversato da un ponte lunghissimo, 4,7 km con un solo pilone centrale. Iniziato nel 2003, inaugurato il 1 luglio 2007. Il ritardo (!) di 8 mesi è stato dovuto a questioni burocratiche. Le similitudini con l’Italia sono già finite.

Il traffico sul ponte è scarsissimo. La ragione è il numero molto basso di permessi per l’attraversamento: oltre alle due citate categorie hanno il permesso di attraversare il ponte solo i grandi van che effettuano trasporto persone. Se lo scoprono i proprietari delle compagnie di traghetti tra Reggio e Messina, colgono l’idea al lavoro e si riconvertono, diventando tra i maggiori sponsor del ponte sullo Stretto.

Ma il ponte di Shenzen è “un simbolo della nuova potenza cinese e dell’integrazione di Hong Kong”. In effetti ho sempre sospettato che le grandi opere, anche in passato, siano state eseguite ragionando a risorse infinite, senza porsi questioni di utilità.

Guanzhou, che noi chiamiamo Canton, è una città di 10 milioni di abitanti, alla quale si arriva attraversando una serie ininterrotta di cantieri. La stessa Shenzen fino a 30 anni fa era un villaggio di pescatori di 30.000 abitanti, oggi ne conta 14 milioni, è sede di una Borsa Valori ed è il secondo porto della Cina per volume di traffico.

Questa corsa all’inurbamento è forse la caratteristica più evidente dello sviluppo cinese. Leggo che per il capodanno gli spostamenti previsti sono di oltre 1 miliardo: quasi tutti ritornano nei luoghi d’origine in questo unico periodo annuale di vacanza. Ma qualcuno, scrivono i giornali, comincia a non avere abbastanza denaro per ritornare: giovani abbastanza istruiti per esempio, che si devono accontentare di lavori umili nelle città. Un fenomeno nuovo per i cinesi.

Intanto, mentre scrivo queste note, mi accorgo che Facebook non funziona dal mio collegamento alla rete fissa, e neppure FriendFeed. LinkedIn funziona. Facebook mobile dal mio cellulare funziona. Provo a pubblicare queste note sul mio blog, appare la mia pagina ma non quella che mi consente di pubblicare nuovi pezzi.

Chiedo informazioni a Jimmy: mi dice che LinkedIn funziona e anche per Facebook non dovrebbero esserci problemi. Google e dintorni, dipende, possono verificarsi disservizi.

In generale gli hotel sembra non vogliano correre rischi, nel dubbio alzano i firewall.

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