Follow by Email

20 giugno 2011

Apocalisse

Iniziare dalla fine spesso aiuta a comprendere il presente.
"Apokalipsis" significa in effetti "rivelazione", ma oggi è comunemente intesa come "rivelazione della fine del mondo". Ragionare sulla fine del mondo può aiutare a ragionare sulle risorse della Terra, sulla crescita economica e su quella demografica. 
Ma ai giorni nostri è comunemente accettata l'idea della fine del mondo?
Certo, ogni tanto si leva una voce che la definisce prossima, basata su antiche rivelazioni sapienziali, numerologiche, magiche. In occasione di una catastrofe (nucleare ad esempio) o di un evento astronomico (come un asteroide vagante) l'escalation della paura conduce a parlare di fine del mondo. Esiste una generica coscienza della fine del mondo, ma non pare entrare nelle discussioni, razionali ed emotive, che tanto appassionano le nostre coscienze ecologiche.
E pure, il nostro mondo - la Terra con la razza umana - un giorno finirà.
Potrebbe accadere per effetto di un unico evento traumatico, come una gigantesca collisione con un altro corpo celeste o l'esplosione della nostra stella il Sole. Se per il primo caso possiamo pensare che si trovino nel tempo rimedi, per il secondo non ve ne saranno. Accadrà. Ma forse nessun Uomo abiterà più la Terra, allora.
E' meno probabile che sia un cataclisma terrestre naturale a condurci all'estinzione: eruzioni, terremoti, tsunami, esplosioni di centrali nucleari potrebbero sterminare milioni di persone, distruggere immani risorse e innescare gigantesche ondate migratorie. Ma già oggi non sembra probabile che possano portare alla sparizione dell'umanità dalla Terra. 
Ma lo scenario apocalittico per eccellenza della nostra generazione è la guerra nucleare, il cui rischio mai del tutto potremo scongiurare. Certo è improbabile che, per quanto vasta e globale, una guerra nucleare possa davvero sterminare e contaminare completamente la vita umana sulla Terra. Ma potrebbe accadere.
Come potrebbe accadere un attacco da parte di virus, batteri o altri microorganismi in grado di superare ogni nostra difesa. E già l'accoppiata guerra batteriologica + nucleare ha maggiori probabilità di raggiungere il risultato finale.
Riassumendo: per quelle citate e per altre ragioni 1) cause esterne e 2) aggressività umana potrebbero segnare la fine del genere umano. E se invece fossimo fortunati e saggi per generazioni ci estingueremmo ugualmente? Temo proprio di sì.
Le risorse naturali non rinnovabili (almeno in tempi compatibili con la durata della vita umana) si estingueranno: idrocarburi, rame, ferro etc. finiranno. Accadrà sia che si applichino seriamente programmi di risparmio energetico e controllo delle nascite, sia se ciò non accada.
Fenomeni acuti di scarsità potrebbero innescare meccanismi di amplificazione, quali guerre e malattie, ma anche se fossimo ordinatissimi ed estremamente coscienziosi queste risorse finiranno. Si può anche pensare che le fonti rinnovabili (sole, vento) possano sostituire gradualmente le altre fonti energetiche, ma i metalli e le altre materie prime minerali. Tutto sostituibile con composti sintetici?
L'unica possibilità è rappresentata dalla ricerca di nuove risorse o dall'emigrazione su altri pianeti. In questa prospettiva, oggi fantascientifica, il risparmio energetico e la crescita controllata avrebbero senso: servirebbero a conquistare più tempo per la scienza, per la ricerca e l'esplorazione spaziale. Potremmo anche estinguerci nel vano tentativo di colonizzare un altro pianeta, senza riuscirvi prima di avere esaurito le risorse della Terra. Ma è una possibilità, e potrebbe teoricamente essere ripetuta n volte. Ma prima o poi qualcuno o qualcosa nell'Universo che ci fa fuori definitivamente lo troveremo.

Senza questa prospettiva di colonizzazione dello spazio, e comunque molto probabilmente, ci estingueremo su questa Terra.
E allora dobbiamo ragionare sul fondamento etico delle politiche di risparmio energetico e di controllo delle nascite. Il principio guida è quello della responsabilità verso gli altri esseri umani, presenti e futuri. Risparmiare risorse è certamente segno di rispetto e di amore per gli altri. Ma non salva il mondo, prima o poi finiranno comunque. Interverranno scoperte scientifiche in grado di superare i problemi della loro scarsità, ma un giorno esauriremo TUTTE le risorse. Risparmiare risorse senza fare ricerca è abbastanza inutile, a meno che non diamo un valore al numero di anni che intercorrono da noi all'ultimo Uomo. Che siano mille o diecimila, cosa cambia?
Ancora più evidente è l'insostenibilità etica del controllo demografico. Possiamo anche pensare che se saremo di meno sulla Terra ci estingueremo più tardi. Ma dieci miliardi di persone per mille anni valgono di meno di un miliardo per diecimila anni?
La vita umana sulla Terra non è misurata in una gara di longevità: lo spirito di conservazione è umano, ma non è sufficiente a conservarci. 
Investire in ricerca sulle fonti energetiche e sull'esplorazione spaziale è segno di reale interesse per le generazioni future e un utilizzo cosciente delle risorse può garantirci un tempo più lungo per la ricerca ed alimentare la speranza delle future generazioni.
L'eccessiva enfasi sul controllo demografico e sul risparmio energetico, collegata ad una sorta di blocco dello sviluppo, è invece la posizione di un'umanità impaurita e passiva, che ha smarrito il senso della sua presenza sulla Terra ed ha rinunciato a sperare nel'oggi, nel domani e nel dopo. Un'umanità che sopravvive a se stessa perché non dovrebbe estinguersi?
La nostra è una corsa, che finirà. Corriamola insieme, con chi c'è, come meglio possiamo, aiutandoci l'un l'altro, senza troppi calcoli sulla data ultima. Non è mai esistito, né esisterà uno stato di equilibrio, è una pericolosa illusione dei pigri.

2 commenti:

Mirko Rubini ha detto...

Sempre originale e fuori dagli schemi.
Complimenti

Fiordiloto ha detto...

Sei molto simpatico, non avevo mai letto niente del genere in questa vita.
Il mondo è una grande scuola e non ha tanta importanza se esso finisca o meno. Per questioni di fede penso che non finisca, ma la cosa più importante è che la nostra anima è eterna! Noi siamo anime, scintille divine venute qua sulla terra per imparare la disciminazione, la compassione e l'autocoscienza. Siamo qui per realizzare il Divino in noi, L'Essenza, La Coscienza e la Beatitudine. E come si fa questo? Bè, ce ne sarebbero di cose da dire!!!! Comunque una delle cose fondamentali è Servire gli altri Con Amore. Possiamo servire gli uomini del futuro (sono molti che dicono: lo facciamo per i nostri figli); possiamo servire gli animali, le piante, gli uomini di oggi. L'importante è servire con amore. In questa ottica il risparmio energetico e il controllo delle nascite (tramite la consapevolezza e la diffusione della consapevolezza) diventano molto importanti non tanto per "salvare il paineta" quanto per salvare noi stessi. Certo, ogni uomo che realizza il divino sviluppa una tale luce da aiutare l'intero universo, ma anche ogni piccola buona azione fatta di buon cuore ha un buon effetto, su di noi e sul resto dell'oceano che è l'esistenza.
I nostri corpi sono effimeri, l'importante è crearsi un buon carattere e un buon karma e realizzare Dio. Così anche tutte queste risorse di cui parli... L'uomo capirà che la via dello sfruttamento dell'ambiente e degli animali è sbagliata, così come può capire che è sbagliato "sfruttare" il proprio corpo alimentandosi in modo sbagliato o dandosi ai vizi. Gaia e i nostri corpi sono così strettamente legati.
In realtà l'unica cosa che ci servirebbe sono le piante per alimentarci e la Vita, lo Spirito, l'Amore per renderci felici. E tutte queste cose si ottengono essendo buoni, rispettando il codice morale eterno dell'Umanità, vivendo nella Verità, nella Non Violenza, nella Pace Interiore, nell'Amore, nella Retta Azione. Molti parlano di "decrescita felice", abitano in campagna, coltivano in maniere naturali, e cercano di evitare i consumi eccessivi. Ma ciò che guadagnano è molto di più della consapevolezza di non recare danno al mondo... non a caso si chiama "decrescita FELICE...." :-)
Quindi sono d'accordo con te di non stare lì a riflettere sul destino del mondo ma di pensare a vivere nella maniera giusta nel presente, aiutandosi e volendosi bene. Per quanto riguarda questo "stato di equilibrio", se è uno stato di Staticità, certo, non esiste, poichè l'universo è dinamico e in movimento, così come tutti dobbiamo lavorare giorno per giorno per andare avanti. Però c'è uno stato di equilibrio, di pace e di amore che si può cercare dentro di Sè, contemplando la Propria Realtà Interiore, che alcuni chiamano Dio. Non a caso i Cristiani delle origini affermano che Il Regno Dei Cieli è dentro di noi... Quando incominci a vedere Amore ovunque, allora direi che sei in quello stato di equilibrio, ma come al solito, finchè siamo su questa terra, dobbiamo anche sapere come portarlo avanti! Sathya Sai Baba dà molti consigli in questo senso, e molto efficaci. Ma per questo vi rimando ai suoi libri.... :-) Buona Vita a tutti!