Follow by Email

21 marzo 2012

I sillogismi del Gattopardo

Scrive Michele Boldrin su Facebook: 
Dicono, ed il popolo applaude, che il Principe di Napoli abbia salvato la patria cacciando BS dalla stanza dei bottoni. Ed ora perche' sta forzando un accordo, qualsiasi esso sia, sul mercato del lavoro dipendente.
Io invece son sempre piu' convinto che lui sia il novello Gattopardo. Per questo la casta, pur trovandolo ingombrante, gli chiede di gestire il governo Monti in suo (della casta) nome e conto.

La tesi sottintesa è: questo è il governo della casta, che spaccia per riforme provvedimenti che tali non sono; Napolitano ha solo interesse che prosegua questo governo, perché è anch'egli parte della casta, quindi si fa promotore di un apparente cambiamento (è il Gattopardo) affinché nulla cambi.

La tesi però appare composta da sillogismi molto più articolati, che provo a ricostruire:
1) in Italia i politici, i banchieri,  i professori universitari ed altri appartenenti a "poteri forti" sono un gruppo caratterizzato da interessi comuni e convergenti 2) questi interessi comuni sono sostanzialmente riassumibili nell'auto-conservazione e nell'esclusione di altri dal potere, in nome delle quali passano in secondo piano le differenze di convinzioni 3) questo gruppo è quindi una casta 4) la casta ha sostituito i politici, che non parevano più in grado di realizzarne gli interessi, con un governo composto da esponenti più adatti alle circostanze, ma con lo stesso obiettivo 5) i provvedimenti di questo governo sono presentati come innovativi, ma in realtà mirano solo a mantenere in vita la casta 6) esistono in Italia altri soggetti portatori di soluzioni che si rivelerebbero molto più efficaci sia nel breve che nel lungo termine, ma la casta li esclude dal potere 7) il Presidente della Repubblica potrebbe favorire l'accesso al potere dei soggetti di cui al punto precedente, ma non lo fa.
La combinazione dei punti 5 e 7 porta a definire Napolitano come Gattopardo.

Boldrin, letti i commenti al suo post, lamenta il fatto che siano usciti dal tema ed in effetti, se ci si attiene strettamente alla sua tesi è così in molti casi. Ma la sua tesi parrebbe ammettere solo  due posizioni: "Sì, hai ragione" e "No, lui è in buona fede, ma non può fare niente".


Proviamo ora a classificare i commenti:
- 26 (inclusi i "mi piace") sono d'accordo con il post
- 1 non è d'accordo con il punto 5
- 2 (inclusi i "mi piace") non sono d'accordo con i punti 2, 4 e 5
- 5 non sono d'accordo con il punto 7
1, il sottoscritto, non è del tutto d'accordo con alcuno dei punti, sia pure con molte sfumature la descrizione delle quali porterebbe però fuori tema.

Ed ecco infine il mio commento al post: 
Come in ogni periodo di cambiamento, pullulano i gattopardi., non v'è da mearvigliarsi. Ma i peggiori si annidano nelle fila dei critici di questo governo. Quelli che scoprono oggi di vivere in un paese con tassazione insopportabile. Quelli che oggi vorrebbero tagliare la spesa ma fino a ieri parlavano di macelleria sociale se solo si ardiva mettere bocca su scuola, sanità e pensioni.
E ahimè anche tra i liberisti puri e duri, quelli che "il mercato ripara ogni guasto", dimenticando che il mercato lascia anche molto spazio alla legge del più forte e non è particolarmente efficace nel contrasto di quelle caste che tanto odiano.
Oggi la scelta non è tra un mitico mercato perfetto, esistente solo in letteratura, e lo statalismo socialista, ahimè esistito nella realtà e miseramente fallito.
La scelta è tra l'immobilismo particolarista, localista e corporativo, ed un'economia europea integrata, con un welfare dinamico e sostenibile.
E mai come ora il meglio è nemico del buono
 

Tratta soprattutto i punti 5 e 6, che vanno al cuore della tesi di Boldrin. Non mi pare perciò fuori tema.




Nessun commento: