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01 maggio 2012

La prima volta su Italo

Primo viaggio su Italo e seconda prenotazione via web: mentre la prima si è completata senza problemi, in questo caso non ho ricevuto la mail con il codice. Mi collego al sito (dove mi sono subito registrato) e recupero facilmente il biglietto; chiedo di rimandare la mail ma non arriva neppure in questo caso. Ma sono in anticipo, passo al punto Italo dove vengo accolto con molta cortesia e guidato ad un totem dove recupero e stampo il biglietto con facilità. Italo arriva puntuale a Rogoredo; molto personale dedicato all'accoglienza, pochi passeggeri. Parte rapidamente: è più silenzioso, questa è la prima impressione. Prima classe (che è costata come la seconda) praticamente vuota: nella mia carrozza siamo in due. Cappelliere più basse, che vibrano un po' in accelerazione. Seduta molto diversa, più alta, schienale più "automobilistico", da capire se è meglio o peggio in un viaggio più lungo del Milano - Bologna. Ma già la disposizione dei sedili presenta grandi vantaggi: in ogni carrozza sono metà in una direzione, metà nell'altra. Aumentano così i posti singoli e lo spazio per le gambe. 
Provo a collegarmi al wifi, ma l'accesso con i miei codici non funziona. Uso il sistema alternativo (nr.cell + pwd inviata via sms, come Trenitalia) ed entro senza problemi. Connessione non rapidissima, pare avere problemi dove non c'è campo telefonico (come quella di Trenitalia). E' comunque in fase di messa a punto: ci sono i tecnici a bordo, che aiutano una passeggera nella configurazione del suo notebook e nel collegamento. 
Pochi e brevi annunci, e anche questo è un sollievo rispetto alle mielose iperboli di Trenitalia.
Il personale serve snack e drink al posto (un po' migliori rispetto alla concorrenza), sarà da vedere come se la cavano quando la carrozza è piena, così non fa testo. Sono in tanti e molto gentili, sanno bene che la prima impressione è fondamentale. Visito tutte le carrozze, anche le Smart sono piacevoli, molto curate. Certo, il treno è nuovissimo, non può che fare un'ottima impressione. Bagni e spazi comuni ok, comodi i lucchetti per borse e valigie. Al posto della carrozza ristorante una vending machine ed una macchina del caffè: meglio così per me, ma con il treno pieno si potrà facilmente creare fila e intasamento nella piccola area che le accoglie. Per chi desidera invece pranzare / cenare i menù non sembrano male, il formaggio abbonda (penso a mia moglie che non apprezzerà).
Italo arriva a Bologna con 5 minuti di anticipo.
L'impressione complessiva è di maggiore professionalità, più cura del cliente e minore enfasi trionfalistica rispetto a Trenitalia. L'offerta però non è paragonabile, occorrerà valutarla quando sarà a regime, anche rispetto alla capacità di mantenere gli standard di qualità.
Qualche dubbio sul pricing: la tariffa base (rimborso e cambi illimitati) è molto più cara dell'economy (no rimborso e cambi a pagamento), ma per chi viaggia spesso su di una tratta il rimborso è quasi irrilevante e il punto di pareggio è a 5 cambi (uno è sufficiente nel 90% dei casi). Ho però notato che i posti con tariffa economy in classe Smart erano esaurite, il che pare indicare che a parità di posto le tariffe variano secondo l'anticipo con il quale si fa la prenotazione. E' una logica derivata dalle linee aeree e non l'apprezzo. Inoltre, stante la disponibilità di posti in Prima, la Smart finisce per costare la stessa cifra, il che ha poco senso. Prevedo comunque che anche questo faccia parte della messa a punto del servizio.
In conclusione: la ferrovia conferma di essere l'unica infrastruttura di trasporto che ha fatto e continua a fare notevoli progressi in Italia, mentre le strade e le linee aeree tendono addirittura a peggiorare. Chi come me apprezza il treno non può che essere felice della concorrenza, anche se non ho attese miracolistiche di riduzione dei costi. Migliorerà e si diversificherà il servizio, e questo è già molto importante.
E' anche un buon auspicio per l'evoluzione delle linee regionali e locali, per le quali il processo evolutivo è molto più arretrato. Ma oggi sono più ottimista, mi pare più possibile.