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24 novembre 2014

I principini sono nudi

Già me lo vedo il Renzi con la penna in mano: "Dov'è che si firma? Io a prendere il 49% ci sto sempre, rosiconi!"
Se poi consideriamo che le elezioni regionali si sono tenute in Emilia Romagna perché il suo storico Presidente è stato condannato per falso, non si può dargli torto. Ma quel 37% di votanti, quasi dimezzati in 4 anni, un significato ce l'ha. Passare da 1,2 milioni di voti a 535.000 un significato ce l'ha. Non si dica che la diserzione è avvenuta perché "tanto la vittoria non era in discussione": in Emilia Romagna è sempre stato così. 
Il suo principino modenese è nudo: se proverà a prendere decisioni coraggiose dal suo stesso partito qualcuno glielo ricorderà e lo ricondurrà alla routine e alla retorica della Ditta. Gli ultimi saliti sul carro del vincitore penseranno già a come scendere, nel caso non più impossibile che l'astro nascente esploda come una supernova. In cuor suo il Renzi lo sa: l'Emilia è la metafora di un declino non inevitabile, ma ora possibile.
La freddezza degli elettori PD verso Bonaccini conferma anche un'altra debolezza del Renzi di governo: l'incapacità di costruire una squadra credibile di co-leader o almeno di ottime seconde linee. Difetto spesso letale per chi è molto impegnato a promettere e deve quindi trovare qualcuno che realizzi.
E negli altri campi? A me piace la statistica, è la scienza più consolatoria che esista: la Lega esulta per lo storico risultato ... in percentuale. Omettendo di dire che ha perso più di 50.000 voti dalle precedenti regionali. E qui non vale la logica del primo della classe, sicuro vincente: significa che lo sfidante non è neppure riuscito a convincere i suoi. Ma Salvini ha una seria ragione per esultare: è riuscito ad azzerare i suoi avversari del cosiddetto centro-destra, in Consiglio regionale siederanno due reduci forzisti, uno di AN, nessuno di NCD+UDC. Salvini è il reuccio del centro-destra: non meravigliamoci quindi dell'astensione monstre. In Emilia Romagna i principini di centro-destra sono sempre stati nudi: ora almeno andranno a nascondersi.
E quando il principino Bonaccini salirà sulla torre della Regione scoprirà che anch'essa è nuda, fredda, pallida di morte. Un'istituzione al capolinea. Responsabile, con le sue consorelle, di gran parte del deficit degli ultimi 15 anni. Deficit economico, ma anche morale, ideale, progettuale.
Nel PD c'è un leader che non ama molto le regioni, almeno così come sono. Alla sua destra c'è una prateria: per ora vi scorrazzano le "orde" leghiste, ma qualcuno sta iniziando a coltivare. 
Alle amministrative del 2015 si parlerà molto di un modello regionale fallito, da cambiare. Con qualche proposta seria. La Porta è aperta e in casa c'è spazio per discuterne.
La casa nella prateria.